venerdì 6 marzo 2020

LA SECONDA FASE DEL PENSIERO NIETZSCHEANO: IL LEONE 

questa seconda fase del suo pensiero è simboleggiata dal leone, che rappresenta lo spirito libero che si affranca dalla tradizione.
in questa fase Nietzsche afferma:

  • occorre adottare il metodo della scienza per smascherare le false credenze, infatti le dottrina della metafisica, della morale e della scienza sono invenzioni consolatorie; 
  • "Dio è morto", cioè sono crollate tutte le certezze e i valori assoluti, lasciando il posto al nichilismo, tuttavia gli uomini non sono ancora pronti ad accettare le terribili conseguenze dell'evento, per cui hanno sostituito Dio con nuovi idoli; 
  • la morale è uno strumento di dominio, ad esempio la "morale degli schiavi" è prodotta dall'istinto di vendetta degli uomini inferiori contro i forti e ha operato un rovesciamento di valori rispetto alla "morale dei signori", ossia: 
  1. ha negato i valori di fierezza, salute e forza legati al corpo; 
  2. ha affermato i valori di rassegnazione, rinuncia e debolezza legati allo spirito; 
LA PRIMA FASE DEL PENSIERO NIETZSCHEANO: IL CAMMELLO 

La prima fase del suo pensiero è simboleggiata dal cammello, il quale indica colui che è fedele alla tradizione.

Il cammello corrisponde alla “stagione dell’obbedienza, in cui si viene istruiti e si ricevono le informazioni richieste dalla società per condurre una vita responsabile. … Mentre il cammello, il bambino, deve sottomettersi ai “tu devi”. il leone, il giovane, deve sbaragliarli e realizzare se stesso. Così quando il drago è definitivamente morto e tutti i suoi “Tu devi” sono stati sconfitti, il leone si trasforma in un bambino che va incontro alla sua vera natura, come una ruota gira intorno al suo asse. Non più regole a cui obbedire, non più regole derivate dalle necessità della storia e dai doveri sociali, ma la purezza dell’impulso a vivere nel fiore della vita” (Joseph Campbell, Il potere del mito, Tea, Milano 1994, pp. 190-191).

in questa fase Nietzsche afferma che: 
  • alla base della civiltà greca ci sono due principi: 
  1. l'apollineo, ovvero l'emblema della misura e dell'ordine;
  2. il dionisiaco, ovvero l'emblema del caos, della potenza creatrice,dell'ebrezza e della sensualità; 
  • la tragedia nasce dai canti corali in onore di Dionisio, cioè ha origine da un esperienza caotica e irrazionale mediata dalla rappresentazione poetica;       
  • la tragedia inizia il suo declino con Euripide, infatti nelle sue tragedie predomina il dialogo a discapito della musica e del coro; 
  • la filosofia di Socrate è alla base della decadenza della cultura occidentale, infatti a partire da essa viene esaltato il pensiero, svalutando la vita concreta e i suoi valori; 
NIETZSCHE

Nacque a Rocken, vicino Lipsia, nel 1844, figlio di un pastore protestante. A soli cinque anni perse il padre e visse, da allora, con la madre e la sorella senza riuscire mai a guadagnare un rapporto sereno con loro. 
A soli 24 anni divenne professore di lingua e letteratura greca presso l’Università svizzera di Basilea, ma la sua salute era cagionevole e, colpito da frequenti attacchi di emicrania e disturbi alla vista, abbandonò la cattedra per iniziare il suo pellegrinaggio per le città della Francia, della Svizzera e dell’Italia alla ricerca di una serenità che non riuscì mai a raggiungere.  
Pubblicò a sue spese i suoi ultimi lavori e si trasferì per un breve periodo a Torino, dove sopraggiunse un disagio psichico importante. Venne trascinato da un amico in una clinica per malattie nervose in Svizzera e trascorse gli ultimi anni della sua vita con la sorella, immerso nella completa follia.
Morì a Weimar nel 1900, mentre la sua fama cominciò a crescere sempre più senza che lui potesse, però, rendersene conto.   


Egli elaboro tre fasi del suo pensiero, il cammello, il leone e il fanciullo.


Così parlò Zarathustra, trad. di Mazzino Montinari
Adelphi, Milano 1973
Tre metamorfosi io vi nomino dello spirito: come lo spirito diventa cammello, e il cammello leone, e infine il leone fanciullo.[…]
Che cosa è gravoso? Domanda lo spirito paziente e piega le ginocchia, come il cammello, e vuole essere ben caricato. Qual è la cosa più gravosa da portare, eroi? […] Non è forse questo: umiliarsi per far male alla propria alterigia? […] Oppure è: amare quelli che ci disprezzano e porgere la mano allo spettro quando ci vuol fare paura? Tutte queste cose, le più gravose da portare, lo spirito paziente le prende su di sé: come il cammello che corre in fretta nel deserto sotto il suo carico, così corre anche lui nel suo deserto.
Ma là dove il deserto è più solitario avviene la seconda metamorfosi: qui lo spirito diventa leone, egli vuol come preda la sua libertà ed essere signore nel proprio deserto. […] con il grande drago vuol egli combattere per la vittoria […] “Tu devi”, si chiama il grande drago. Ma lo spirito del leone dice “io voglio”. […] Creare valori nuovi – di ciò il leone non è ancora capace: ma crearsi la libertà per una nuova creazione – di questo è capace la potenza del leone. Crearsi la libertà è anche un no sacro verso il dovere: per questo, fratelli, è necessario il leone. […]
Ma ditemi, fratelli, che cosa sa fare il fanciullo, che neppure il leone era in grado di fare? Perché il leone rapace deve diventare anche un fanciullo? Innocenza è il fanciullo, e oblio, un nuovo inizio, un giuoco, una ruota ruotante da sola, un primo moto, un sacro dire di sì.
Sì, per il giuoco della creazione, fratelli, occorre un sacro dire di sì: ora lo spirito vuole la sua volontà, il perduto per il mondo conquista per sé il suo mondo.



giovedì 26 dicembre 2019

SCHOPENHAUER

Arthur Schopenhauer  nasce a Danzica il 22 febbraio 1788 e muore a Francoforte sul Meno il 21 settembre 1860. E' stato un filosofo tedesco, uno dei maggiori pensatori del XIX secolo e dell'epoca moderna.

Il suo pensiero recupera alcuni elementi dell'illuminismo, della filosofia di Platone, del romanticismo e del kantismo, fondendoli con la suggestione esercitata dalle dottrine orientali, specialmente quella buddhista e induista. Schopenhauer crea una sua originale concezione filosofica caratterizzata da un forte pessimismo, la quale ebbe una straordinaria influenza, seppur a volte completamente rielaborata, sui filosofi successivi, come ad esempio Friedrich Nietzsche.

sosteneva:

- che ci sono tre possibili vie di liberazione dal dolore:

  1. l'esperienza estetica: essendo disinteressata e mirando all'ideale rappresenta un quietivo del desiderio 
  2. la morale: grazie alla compassione consente di superare le divisioni tra un soggetto e l'altro
  3. l'ascesi: costituisce l'estremo atto di negazione della volontà di vivere (noluntas)
- una duplice prospettiva sul mondo: 
  • quella della SCIENZA -> il mondo è una mia rappresentazione, una dimensione fenomenica che non può sussistere indipendentemente dal soggetto, il quale organizza e ordina i fenomeni con la forma a priori e la categoria di causa
  • quella della FILOSOFIA -> il mondo è volontà, infatti attraverso il corpo l'uomo riconosce in sè l'impulso cieco e irrazionale del desiderio per cui la vita è dolore, continuo oscillare tra desiderio e noia 
MARX 

Karl Marx nasce nel 1818 in Prussia, a Treviri
, in una famiglia della borghesia agiata e liberale (il padre, Heinrich, è un noto avvocato). Frequentato il liceo nella città natale, nel 1835 il giovane Marx si iscrive alla Facoltà di Legge dell’Università di Bonn, ma si trasferisce poi a Berlino, dove entra in contatto con la “sinistra hegeliana”, costituita da un gruppo di filosofi e discepoli di Hegel formatosi all'indomani della morte di quest’ultimo nel 1831. A contatto con il pensiero dei giovani hegeliani, Marx decide di lasciare lo studio della giurisprudenza e si iscrive alla Facoltà di Filosofia, laureandosi a Jena nel 1841 con una tesi sulla filosofia di Democrito ed Epicuro.

- con l'ideologia tedesca prende le distanze da Hegel del quale:

  • apprezza l'idea che la storia sia frutto di un processo dialettico 
  • rifiuta la riduzione del reale all'ideale e la visione astratta 
- con le tesi su Feuerbach prende le distanze anche da lui del quale però: 
  • apprezza l'attenzione rivolta all'uomo come essere sensibile e concreto 
- con La miseria della filosofia critica la posizione dei socialisti francesi, che giudica borghese e utopistica, al contrario del socialismo scientifico, fondato sull'analisi della realtà economica e orientato a una sua trasformazione radicale

- con il Manifesto del partito comunista, esplicita l'obbiettivo comunista, ovvero abbattere il dominio della borghesia per affermare una società senza classi



afferma che esistono 4 tipi di alienazione dell'operaio, che per essere superati hanno bisogno di abbattere la società borghese e le sue istituzioni e si ha bisogno di realizzare una nuova società in cui è eliminata la proprietà privata ed è eliminata la divisione delle classi
  1. rispetto al prodotto del suo lavoro
  2. rispetto all'attività 
  3. rispetto all'essenza 
  4. rispetto ai suoi simili
teorizza inoltre IL MATERIALISMO STORICO, secondo cui vi è una base materiale che rappresenta il motore della storia, ovvero la sua struttura composta da modi di produzione: 
  • le forze produttive -> classe in ascesa
  • rapporti di produzione -> classe dominante 

IL MATERIALISMO NATURALISTICO DI FEUERBACH

Feuerbach nasce a Landshut, in Baviera. Studia teologia a Heidelberg e filosofia a Berlino, e segue le lezioni di Hegel rimanendone impressionato.

  • Con la pubblicazione dei "Pensieri sulla morte e l'immortalità" si stacca però dal pensiero di Hegel e comincia ad approfondire il tema centrale della sua filosofia: la ricerca della vera natura divina, il rapporto tra uomo e rappresentazione di Dio.
  • La pubblicazione del suo primo saggio compromette la sua carriera accademica, l'accusa di ateismo gli preclude ogni possibilità di insegnamento e lo isola all'interno dell'ambiente accademico


  • Nel 1848 viene invitato dai rivoluzionari di Heidelberg a tenere un corso universitario, tuttavia la vita di Feuerbach sarà caratterizzata da una condizione di indigenza e povertà che lo accompagnerà fino alla morte.


  • Opere principali: Pensieri sulla Morte e sull'immortalità (1830); Per la critica della filosofia hegeliana (1839); L'essenza del Cristianesimo (1841); L'essenza della religione (1845); Lezioni sull'essenza del Cristianesimo (1851).


lui riteneva che, l'oggetto della filosofia debba essere: 
  • l'uomo come essere naturale e concreto 
  • le condizioni di vita materiali delle persone
inoltre affermava che, la religione genera alienazione: 
  • infatti comporta la rinuncia della propria essenza a favore di un essere estraneo e trascendente 
  • quindi l'abbattimento della religione diventa presupposto dell'emancipazione


mercoledì 16 ottobre 2019

HEGEL 






Georg Wilhelm Friedrich Hegel è nato a Stoccarda il 27 agosto 1770  ed è morto a Berlino il 14 novembre 1831. E' stato un filosofo tedesco, considerato il rappresentante più significativo dell'idealismo tedesco.
È autore di una delle linee di pensiero più profonde e complesse della tradizione occidentale; la sua riflessione filosofica nasce all'interno dell'ambiente culturale tedesco di inizio Ottocento, dominato dalla filosofia kantiana e dai suoi sviluppi idealistici.





I TRE CONCETTI CHIAVE DELLA FILOSOFIA HEGELIANA: 

I concetti sono:

  • la convinzione della razionalità del reale, per cui tutta la realtà coincide con il dispiegarsi progressivo di un principio razionale (l'idea o Assoluto), il quale è onnicomprensivo e non è sostanza ma processo, dunque la sua verità si rivela alla fine, in cui si realizza la sintesi dei momenti precedenti, la filosofia è descrizione di ciò che è già avvenuto e comprensione della struttura razionale degli eventi -> metafora della nottola di Minerva
  • l'idea che la verità coincide con il tutto, cioè non consiste in una considerazione parziale delle cose (astrazione), ma nella loro visione completa e globale, infatti ogni cosa o aspetto del reale ha un senso che risiede nella sua relazione con tutti gli altri
  • la concezione dialettica della realtà e del pensiero, secondo lui la realtà e il pensiero seguono la medesima legge di sviluppo che si compone di tre momenti: 
  1. intellettuale o astratto (tesi) -> l'affermazione o posizione di un concetto astratto e limitato;
  2. dialettico o della negazione (antitesi) -> la negazione della tesi come concetto limitato e finito;
  3. speculativo (sintesi) -> la negazione della negazione, che è affermazione dell'unità delle determinazioni opposte